La città informale è letta in maniere differenti secondo l'ottica di chi la descrive: spesso secondo la dicotomia legale/illegale, quindi in campo normativo; altre volte come opposizione fra edificazione durevole e precaria, quindi in... more
La città informale è letta in maniere differenti secondo l'ottica di chi la descrive: spesso secondo la dicotomia legale/illegale, quindi in campo normativo; altre volte come opposizione fra edificazione durevole e precaria, quindi in maniera tecnica; altre come opposizione fra la città degli abitanti stabili o transitori, quindi in ottica socio-economica.
Il concetto vede dunque una serie di applicazioni negli studi sulla città che derivano da approcci diversi, ma non ha acquisito una sua autonomia disciplinare. Tanto meno l'urbanistica ha dimostrato di saper affrontare il tema delle pratiche informali per leggere, gestire e favorire trasformazioni di segno positivo.
Il testo tenta di fornire un contributo sul tema sia con una rapida rassegna del termine informale associato all'oggetto città, che con una prospettiva di lettura del significato delle pratiche informali di trasformazione dello spazio urbano. Propone dunque un primo tentativo di ricerca (tutt'altro che concluso) per una forma di studio degli usi e trasformazioni dei luoghi, su cui appoggiare una rinnovata capacità di rigenerazione/risignificazione dello spazio collettivo, attraverso l'interazione con le comunità locali.
Il concetto vede dunque una serie di applicazioni negli studi sulla città che derivano da approcci diversi, ma non ha acquisito una sua autonomia disciplinare. Tanto meno l'urbanistica ha dimostrato di saper affrontare il tema delle pratiche informali per leggere, gestire e favorire trasformazioni di segno positivo.
Il testo tenta di fornire un contributo sul tema sia con una rapida rassegna del termine informale associato all'oggetto città, che con una prospettiva di lettura del significato delle pratiche informali di trasformazione dello spazio urbano. Propone dunque un primo tentativo di ricerca (tutt'altro che concluso) per una forma di studio degli usi e trasformazioni dei luoghi, su cui appoggiare una rinnovata capacità di rigenerazione/risignificazione dello spazio collettivo, attraverso l'interazione con le comunità locali.
Research Interests:
The expansion of the city over the countryside is a well-known phenomenon that has many different explanations regarding causes and effects. The word “sprawl” is certainly one of the terms best known and most frequently used to... more
The expansion of the city over the countryside is a well-known phenomenon that has many different explanations regarding causes and effects. The word “sprawl” is certainly one of the terms best known and most frequently used to characterise this growth of the urban environment, but it is also used to describe the landscape of this undifferentiated city. This urban expansion can be linked to several social and economic transformations that occurred in the second part of the last century, taking on distinctive features in some Italian regions. In Tuscany all this was studied in 1975 and described by Giacomo Becattini using the famous expression “campagna urbanizzata” (urbanised countryside). This text reflects on if and how this progeny is still visible and important for part of our settlements, and if and to what extent the urban material inherited from that particular "countryside" can still form the contents of a liveable city. The discussion is based on a description and critical narration of the recent history and the townscape of the plain around Florence.
